Ogni anno, il giorno 27 del mese di dicembre, scade il termine per il versamento dell'acconto IVA per i soggetti interessati da tale imposta. L'importo di tale versamento viene stabilito deve essere stabilito secondo tre metodi diversi. Tale importo, successivamente al versamento verrà scomputato dalla successiva liquidazione periodica a dicembre (per i soggetti mensili ex art. 1 DPR 100/1998) in dichiarazione annuale (per i soggetti con periodicità trimestrale ex art. 7 DPR 542/1999 e art. 74 comma 4 DPR 633/72).

Requisito soggettivo

Sono obbligati al versamento dell'acconto IVA:

  • ditte individuali;
  • i lavoratori autonomi;
  • le società di persone;
  • le società di capitali;

Non sono obbligati al versamento dell'acconto IVA i soggetti che si trovano nelle seguenti situazioni:

  • soggetti che adottano il regime dei minimi (art.1, commi 96-117, Legge n. 244/2007);
  • soggetti che risultavano a credito l'anno solare precedente (si veda il successivo calcolo con il metodo storico);  
  • soggetti che hanno iniziato l'attività nel corso dell'anno;
  • soggetti che devo versare un'acconto di importo inferiore ad euro 103,29;
  • soggetti che hanno cessato l'attività prima del 30.09 (contribuenti con periodicità di versamento IVA trimestrale) o 30.11 (contribuenti con periodicità di versamento IVA mensile);
  • soggetti che sono esonerati ex art. 34, comma 6, DPR 633/1972 dagli obblighi di liquidazione e versamento (produttori agricoli);
  • soggetti che applicano il regime forfettario ex legge 398/1991 (associazioni in genere e associazioni sportive dilettantistiche);
  • soggetti che sono raccoglitori e/o rivenditori di rottami, cascami, carta da macero, vetri e simili, esonerati dagli obblighi di liquidazione e versamento del tributo;
  • soggetti che esercitano attività di giochi ed intrattenimento ex art. 74, comma 6, DPR 633/1972;
  • soggetti imprenditori individuali che hanno affittato la loro unica azienda, entro il 30 settembre, se trimestrali, o se lo hanno fatto entro il 30 novembre, quando mensili, a condizione che non esercitino altre attività rilevanti per l’Iva.

Metodologia di calcolo

1) Metodo storico

Il metodo storico è il metodo base per il calcolo dell'acconto. Tale metodo, rispetto ai due successivi, risulta di facile applicazione infatti è pari all' 88 % della base di riferimento: 

  • Per i contribuenti mensili la base di riferimento è il saldo a debito del mese di dicembre dell'anno precedente e il rigo di riferimento della dichiarazione IVA dell'anno precedente è il VH12;
  • Per i contribuenti mensili "posticipati" la base di riferimento è il saldo a debito del mese di dicembre (effettuata sulla base delle operazioni di novembre) dell'anno precedente e il rigo di riferimento della dichiarazione IVA dell'anno precedente è il VH12;
  • Per i contribuenti trimestrali (con saldo annuale a debito) la base di riferimento per il calcolo dell'acconto risulta dalla addizione e sottrazione dei seguenti righi VL38 - VL36 + VH13;
  • Per i contribuenti trimestrali (con saldo annuale a credito) la base di riferimento per il calcolo dell'acconto risulta dalla sottrazione dei seguenti righi VH13 - VL33;
  • Per i contribuenti trimestrali "speciali" (ad es. gli autotrasportatori di cose conto terzi iscritti nell'apposito Albo, gli esercenti impianti di distribuzione del carburante per uso autotrazione) la base di riferimento è il saldo a debito della liquidazione del quarto trimestre dell'anno precedente.   

2) Metodo previsionale

Con il metodo previsionale, anziché quello storico, il contribuente ha la facoltà di versare l'acconto commisurandolo al "dato previsionale" della liquidazione del mese di dicembre o del quattro trimestre dell'anno. In tal caso si deve porre l'attenzione sul fatto che l'importo di tale versamento non deve essere inferiore all' 88 % di quanto effettivamente dovuto a consuntivo, ovvero all'importo che deriva dalla liquidazione definitiva del mese di dicembre, trimestre o saldo IVA della liquidazione dell'anno di versamento dell'acconto. Il rischio di questo metodo di calcolo è quello di sbagliare il "dato previsionale" e pertanto incorrendo nelle sanzioni da versamento dell'acconto in misura insufficiente, nel caso in cui la liquidazione definitiva mostri un saldo a debito superiore rispetto a quello previsionale.

3) Metodo delle operazioni effettuate

Il metodo delle operazioni effettuate consente al contribuente di versare l'acconto sulla base dell'importo determinato tenendo conto dell'imposta relativa alle operazioni annotate nei registri IVA (acquisti e vendite) per il periodo dal 1° al 20 dicembre (per i contribuenti con liquidazione IVA mensile) oppure il periodo dal 1° ottobre al 20 dicembre 2011 (per i contribuenti con liquidazione IVA trimestrale). Con questo metodo a differenza dei due precedenti l'acconto è pari al 100 % (e non 88%) dell'importo risultante dalla liquidazione IVA dei precedenti periodi effettuata entro il 27 dicembre 2011.

Per i contribuenti che hanno optato per la contabilità separata ex art. 36 DPR 633/72 la base di riferimento è calcolata tenendo conto del cumulo delle liquidazioni periodiche di tutte le attività. Invece coloro che hanno l'obbligo di contabilizzare in maniera separata, due o più attività, con diversa periodicità devo commisurare la base di riferimento ad ogni distinta periodicità.  

Variazione della periodicità

Nel caso in cui la periodicità di versamento IVA fosse variata da un'anno all'altro (da trimestrale a mensile oppure da mensile a trimestrale) l'acconto deve essere calcolato nel seguente modo:

  • da trimestrale a mensile, l'acconto deve essere commisurato al 1/3 del saldo IVA della dichiarazione dell'anno precedente (compreso l'eventuale acconto versato) e si calcola nel seguente modo ((VL38 - VL36 + VH13) : 3) x 88%;
  • da mensile a trimestrale, l'acconto deve essere commisurato alla somma delle liquidazioni dei saldi del mese di ottobre, novembre e dicembre dell'anno precedente e si calcola nel seguente modo (VH10 + VH11 + VH12) x 88%.

Operazioni straordinarie

Nel caso in cui avvengano una operazione in cui scompare il dante causa (ad esempio un'operazione di fusione) le regole del calcolo variano a secondo del tipo di operazione (fusione propria o per incorporazione), del momento in cui avviene l'operazione (operazione nel periodo 1-27 dicembre o 28-31 dicembre), oppure se avviene una scissione parziale.

  • Fusione propria - l'obbligo di versamento dell'acconto ricadono sulla società incorporante che eredita gli obblighi di versamento che erano in capo alle società incorporate; nel caso in cui la fusione sia avvenuta tra il 1° gennaio e il 30 settembre (per le società estinte trimestrali) o tra il 1° gennaio e il 30 novembre (per le società estinte mensili) l'acconto non dovrà essere corrisposto ne dalle società risultanti dalla fusione ne da quelle estinte.
  • Fusione per incorporazione - l'acconto deve essere versato dalla società incorporante, non da quella incorporata, considerando il proprio dato storico per il versamento e il dato previsionale della società incorporata.
  • Fusione avvenuta tra il 1° dicembre e il 27 dicembre - per il versamento dell'acconto (che dovrà essere effettuato entro il 27 dicembre) con il metodo storico la società incorporante dovrà considerare l'ammontare complessivo del dato storico delle società fuse, per il versamento dell'acconto con il metodo previsionale si considera il previsionale globale calcolato sulle operazioni registrate fino alla data di fusione ove si compensano le posizioni creditorie con quelle debitorie. 
  • Fusione avvenuta tra il 28 dicembre e il 31 dicembre - il versamento dell'acconto (che deve essere effettuato entro il 27 dicembre) dovrà essere versato dalle singole società prima della operazione di fusione, mentre il saldo in dichiarazione, che verrà calcolato tenendo conto delle liquidazioni periodiche delle società fuse, dovrà essere versato dalla società risultante dalla fusione.
  • Scissione parziale -  con l'operazione di scissione parziale abbiamo due tipi di società una scissa (nuova) che non avrà una base di riferimento e pertanto non può calcolare l'importo dell'acconto, ed una società "madre" che calcolerà l'acconto usando le normali regole, senza considerare come nel caso di utilizzo del metodo storico dei minor importi a causa dell'operazione di scissione.

Modalità di versamento 

Il versamento deve essere effettuato da tutti i soggetti IVA con il modello F24, in modalità telematica, entro il 27 dicembre dell'anno di competenza utilizzando i seguenti codici tributo:

  • 6013 per i contribuenti con periodicità mensile;
  • 6035 per i contribuenti con periodicità trimestrale.

Versamento insufficiente - sanzioni e ravvedimento operoso

In caso di mancato o insufficiente versamento il contribuente, per ovviare all'irrogazione di successive sanzioni per insufficiente versamento dell'acconto, può porvi rimedio applicando l'istituto del ravvedimento operoso di cui all'art. 13 del D.Lgs n. 472/1972 ne termine brevissimo, breve o lungo.

Il ravvedimento operoso comporta il versamento dei seguenti importi:

a) l'imposta dovuta (con il rispettivo codice tributo 6013 per i contribuenti mensili e 6035 per i contribuenti trimestrali);

b) gli interessi nella misura dell' 1,5 % annuo calcolato sulla base dei giorni di tardivo versamento (codice tributo 1991);

c) la sanzione ex art. 13, comma 1, D.Lgs n, 472/1972 (codice tributo 8904) applicata nella seguente misura "ridotta" al posto di quella piena (pari al 30 % dell'imposta dovuta):

      • dallo 0,2 % allo 2,8 % se il pagamento è effettuato entro il 14 giorno dalla scadenza, applicando lo 0,2 % per ogni giorno di ritardo;
      • il 3 % (1 / 10 del 30 %) se il pagamento è effettuato entro tra il 15° e il 30° giorno dopo la scadenza;
      • il 3,75 % (1 / 8 del 30 %) se il pagamento è oltre 30 giorni dalla data di scadenza del versamento dell'acconto e comunque entro il termine di presentazione della dichiarazione IVA dell'anno di versamento dell'acconto.  

Riferimenti normativi:

  • Art. 6, Legge n. 405/90;
  • Risoluzione Agenzia delle Entrate 23.12.2004, n. 157/E;