Con l'introduzione dell'obbligo della fatturazione elettronica dal 1° gennaio 2019 è venuto meno l’obbligo di presentazione del c.d. "spesometro", tale adempimento è stato sostituito dall’esterometro che riguarda le operazioni transfrontaliere non tracciate mediante fattura elettronica da comunicare telematicamente all'Agenzia delle Entrate. 

SOGGETTI OBBLIGATI

In base a quanto stabilito dall’art. 1, comma 3-bis, DLgs. N. 127/2015, i soggetti passivi residenti (titolari di partiva IVA) o stabiliti in Italia (non residenti che operino nel territorio dello Stato per il tramite di una stabile organizzazione) devono trasmettere telematicamente all’Agenzia delle Entrate i dati relativi alle operazioni eseguite ("operazioni transfrontaliere") verso soggetti non stabiliti o non residenti in Italia. Tale obbligo non sussiste nel caso in cui per queste operazioni sia già stata emessa una bolletta doganale o fattura elettronica.

I soggetti esteri direttamente identificati o con rappresentante fiscale nel territorio dello Stato, secondo quanto fornito con la risposta all’istanza di interpello n. 67 del 26 febbraio 2019 dell’Agenzia delle Entrate, non sono tenuti ad emettere fatture elettroniche, bensì cartacee. Pertanto essi non sono obbligati neppure alla trasmissione dell’esterometro.

LE OPERAZIONI INTERESSATE 

Secondo quanto indicato dall’Agenzia delle Entrate nel provvedimento del 30 aprile 2018, i dati da trasmettere sono i seguenti:

  • i dati identificativi del cedente/prestatore;
  • i dati identificativi del cessionario/committente;
  • la data del documento comprovante l’operazione;
  • la data di registrazione (per i soli documenti ricevuti e le relative note di variazione);
  • il numero del documento;
  • la base imponibile, l’aliquota IVA applicata e l’imposta, ovvero ove l’operazione non comporti l’annotazione dell’imposta nel documento, la tipologia di operazione.

L’esterometro può non essere inviato (o inoltrato facoltativamente) qualora si tratti di operazioni transfrontaliere documentate dalla fattura elettronica o dalla bolletta doganale. La comunicazione, delle sole operazioni attive relative a transazioni transfrontaliere, può essere evitata a condizione che tutte le transazioni con i soggetti non residenti, pur se documentate con fattura analogica, siano state oggetto di una trasmissione dei dati fattura al Sistema d’interscambio (Sdi) con il formato dell’e-fattura e con indicazione del codice destinatario convenzionale «XXXXXXX».

MODALITA' DI TRASMISSIONE

L'esterometro deve essere inviato esclusivamente in modalità telematica, direttamente o tramite intermediario abilitato, secondo il tracciato e le regole di compilazione previste dalle specifiche tecniche e allegate al provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 89757 del 30 aprile 2018.
I dati relativi a queste operazioni devono essere, quindi, comunicati all’Agenzia delle Entrate entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di emissione delle fatture o di ricezione delle stesse. Tale invio deve essere effettuato facendo riferimento alla:

  • data del documento emesso per le fatture attive;
  • data di ricezione del documento comprovante l’operazione per le fatture passive (data da intendersi quella di registrazione dell’operazione ai fini della liquidazione IVA).

La comunicazione dell'esterometro, a differenza dell’invio diretto allo Sdi in formato fattura elettronica, deve essere firmata digitalmente secondo le disposizioni fissate dalle regole tecniche allegate al provvedimento delle Entrate 89757 del 30 aprile 2018.

SANZIONI

La trasmissione deve essere effettuata entro l’ultimo giorno del mese successivo alla data della fattura emessa o della data di ricezione per le fatture ricevute. L’omissione o l’errata trasmissione delle operazioni transfrontaliere è sanzionata con un importo di 2 euro a fattura con un massimo di 1.000 euro per trimestre ridotto alla metà (entro il limite massimo di 500 euro) se la trasmissione avviene entro i 15 giorni successivi alla scadenza stabilita ovvero se, nel medesimo termine, è effettuata la trasmissione corretta dei dati.

Riferimenti:
  • Art. 1, comma 3-bis, D.Lgs. N. 127/2015;
  • Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 89757 del 30 aprile 2018;
  • Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 117689 del 13 giugno 2018;
  • Risposta n. 85 Agenzia delle Entrate del 27 marzo 2019;
  • Interpello Agenzia Entrate n. 67 del 26 febbraio 2019. 

 

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