L’agevolazione fiscale per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio è regolata, fino al 2011, dall’art. 1 comma 1 della legge 27 dicembre 1997, n. 449 e successive proroghe e modifiche. Essa ha previsto una detrazione dall’imposta lorda del 36 per cento (ora del 50 percento) per le spese sostenute relative agli interventi di ristrutturazione degli edifici abitativi. A decorrere dall’anno 2012 l’agevolazione in esame è disciplinata dall’art. 16-bis del TUIR.

L’articolo 16-bis, comma 9, del TUIR, prevede che alla detrazione per gli interventi di ristrutturazione edilizia si applichino le disposizioni di cui al decreto del Ministro delle finanze di concerto con il Ministro dei lavori pubblici del 18 febbraio 1998, n. 41. L’art. 1, comma 3, del citato decreto n. 41 del 1998 dispone che “Il pagamento delle spese detraibili è disposto mediante bonifico bancario dal quale risulti la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione ed il numero di partita IVA ovvero il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato”.

Ricapitolando nel bonifico devono essere presenti:

  • " la causale del versamento " di solito il numero e data fattura e gli estremi delle legge relativa alle detrazioni fiscali in oggetto;
  • " il codice fiscale del beneficiario della detrazione " quello della persona fisica beneficiaria della detrazione;
  • " il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato " il codice fiscale del fornitore di beni o servizi.

Il successivo articolo 4, comma 1, lettera b), del decreto interministeriale prevede che la detrazione non è riconosciuta in caso di “effettuazione di pagamenti secondo modalità diverse da quelle previste dall’articolo 1, comma 3, limitatamente a questi ultimi”. In altri termini se viene utilizzato per il pagamento un bonifico normale e non quello specifico per le detrazioni fiscali (ristrutturazioni edilizie o risparmio energetico) la detrazione decade.

Ritenuta d'acconto applicata al bonifico per detrazioni fiscali

Con l’entrata in vigore dell'articolo 25 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, il pagamento delle spese detraibili mediante il bonifico bancario/postale ha assunto anche una funzione strumentale nei riguardi degli istituti bancari e/o postali obbligati ad applicare la ritenuta d’acconto.

La misura della ritenuta applicabile, inizialmente fissata al 10% (fino al 05/07/2011), è stata successivamente rideterminata al 4%, per effetto del comma 8 dell’art. 23 del decreto-legge n. 98 del 2011.

L'articolo 25 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, nella formulazione risultante dalle modifiche apportate dall’art. 22 del DL n. 98 del 2011, dispone che “a decorrere dal 1° luglio 2010 le banche e le Poste Italiane SPA operano una ritenuta del 4 per cento a titolo di acconto dell’imposta sul reddito dovuta dai beneficiari, con obbligo di rivalsa, all’atto dell’accredito dei pagamenti relativi ai bonifici disposti dai contribuenti per beneficiare di oneri deducibili o per i quali spetta la detrazione d’imposta”. Trattasi di una disposizione attraverso la quale viene anticipato all’Erario una parte di prelievo da operarsi nei confronti di coloro in favore dei quali vengono accreditati compensi (fornitori) per la realizzazione di interventi di recupero del patrimonio edilizio, di cui all’articolo 1 della legge n. 449 del 1997.

Il citato articolo 25, nella formulazione risultante dalle modifiche apportate dall’art. 22 del DL n. 98 del 2011, dispone che “a decorrere dal 1° luglio 2010 le banche e le Poste Italiane SPA operano una ritenuta dell’8 per cento a titolo di acconto dell’imposta sul reddito dovuta dai beneficiari, con obbligo di rivalsa, all’atto dell’accredito dei pagamenti relativi ai bonifici disposti dai contribuenti per beneficiare di oneri deducibili o per i quali spetta la detrazione d’imposta”.

Somme già assoggettate a ritenuta

Nei casi in cui per le somme oggetto di bonifico è già prevista l'effettuazione di una ritenuta da parte del soggetto ordinante (esempio per i condomìni in qualità di sostituti di imposta devono operare la ritenuta di acconto del 4%, prevista dall’articolo 25-ter del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, sui corrispettivi dovuti per prestazioni relative a contratti d’appalto di opere o servizi) in considerazione del carattere speciale della disciplina di cui all’art. 25 del DL n. 78 del 2010, al fine di evitare che le imprese e i professionisti che effettuano prestazioni di servizi o cessioni di beni per interventi di ristrutturazione edilizia o di riqualificazione energetica subiscano sullo stesso corrispettivo più volte il prelievo alla fonte, dovrà essere applicata la sola ritenuta del 8% prevista dal predetto decreto legge n. 78 del 2010. I sostituti d’imposta che, per avvalersi della agevolazioni fiscali previste per tali interventi, seguono i pagamenti mediante bonifici bancari o postali, pertanto, non opereranno su tali somme le ritenute ordinariamente previste dal DPR 600 del 1973.
Nel caso in cui i destinatari del bonifico usufruiscano di regimi fiscali per i quali è prevista la tassazione del reddito mediante imposta sostitutiva dell’IRPEF, la ritenuta del 8 per cento operata dalla banca o da Poste SPA sulle somme loro accreditate potrà essere scomputata dalla medesima imposta sostitutiva.

Tipologie di spese a cui si applica la ritenuta

Il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate, emanato in data 30 giugno 2010 e identificato dal n. 94288, ha individuato quali tipologie di spesa per le quali si rende applicabile la ritenuta alla fonte quelle sostenute per interventi di recupero del patrimonio edilizio (attualmente previste dall’art. 16-bis del TUIR) e quelle sostenute da persone fisiche che non agiscono nell’esercizio d’impresa per gli interventi di risparmio energetico "Ecobonus" di cui all’art. 1, commi da 344 a 347 della legge n. 296 del 2006 e successive modificazioni.

Detto provvedimento stabilisce che la ritenuta del 8% deve essere effettuata sui pagamenti con bonifico disposti per:

  • spese di intervento di recupero del patrimonio edilizio, ai sensi dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 1997, n. 449 e successive modificazioni;
  • spese per interventi di risparmio energetico ai sensi dell'articolo 1, commi 344, 345, 346 e 347, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 e successive modificazioni.

Per quanto riguarda gli adempimenti, il provvedimento ha previsto che le banche e le Poste Italiane SpA dovranno:

  • operare, all'atto dell'accreditamento dei pagamenti, le ritenute d'acconto, con obbligo di rivalsa;
  • effettuare il relativo versamento con le modalità di cui all’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, cioè utilizzando il modello F-24;
  • rilasciare la certificazione delle ritenute d'acconto eseguite al beneficiario stesso;
  • indicare nella dichiarazione dei sostituti d'imposta i dati concernenti i pagamenti effettuati.

Con risoluzione n. 65 del 30 giugno 2010 è stato istituito il codice tributo “1039” denominato “Ritenuta operata da banche e Poste Italiane SpA all’atto dell’accredito dei pagamenti relativi a bonifici disposti per beneficiare di oneri deducibili e detrazioni d’imposta, ai sensi dell’art 25 del DL n. 78/2010”.

Errato bonifico

Nel caso in cui il soggetto beneficiario effettui un bonifico errato, ovvero utilizzi un bonifico normale anzichè quello con specifico delle ristrutturazioni edilize o Ecobonus, lo stesso potrà nel corso dell'anno solare rimediare a tale errore.

La risoluzione n. 55/E del 2012 ha stabilito che la non completa compilazione del bonifico bancario/postale, che pregiudichi in maniera definitiva il rispetto da parte delle banche e di Poste Italiane SPA dell’obbligo di operare la ritenuta disposta dall’art. 25 del DL n. 78 del 2010, non consente il riconoscimento della detrazione, salva l’ipotesi della ripetizione del pagamento mediante bonifico, in modo corretto.

Per effetto ti tale nuovo pagamento, nell'ambito della propria autonomia negoziale, le parti potranno definire le modalità di restituzione al beneficiario dell'importo originariamente pagato.

Caratteristiche bonifico detrazioni risparmio energetico "Ecobonus"

I contribuenti che intendono avvalersi della detrazione prevista per le spese di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente "Ecobonus", di cui alla legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge Finanziaria 2007) e successive modificazioni, devono “effettuare il pagamento delle spese sostenute per l’esecuzione degli interventi mediante bonifico bancario o postale dal quale risulti la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione ed il numero di partita IVA, ovvero, il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato. Tale condizione è richiesta per i soggetti di cui all’art. 2, comma 1, lettera a)” ovvero le persone fisiche e gli enti e i soggetti non titolari di reddito d’impresa.

Caratteristiche bonifico bonus facciate

I contribuenti che intendono avvalersi del “bonus facciate” sono tenuti ad effettuare il pagamento delle spese mediante l'utilizzo di un bonifico bancario bancario o postale dal quale risulti la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione ed il numero di partita IVA ovvero il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato.

Su tali bonifici, le banche, Poste Italiane SPA nonché gli istituti di pagamento - autorizzati in base alle disposizioni di cui al decreto legislativo n. 11 del 2010 e al decreto legislativo n. 385 del 1993 (TUB) a prestare servizi di pagamento - applicano, all'atto dell'accredito dei relativi pagamenti, la ritenuta d’acconto (attualmente nella misura dell’8 per cento) di cui all’articolo 25 del decreto legge n. 78 del 2010; a tal fine possono essere utilizzati i bonifici predisposti dagli istituti di pagamento ai fini dell’ecobonus ovvero della detrazione prevista per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio.

Riferimenti:

  • art. 1, comma 1, della legge 27 dicembre 1997, n. 449;
  • art. 16-bis del TUIR;
  • circolare 10 giugno 2004 n. 24/E e risoluzioni 15 luglio 2008 n. 300/E e 7 agosto 2008 n. 353/E;
  • articolo 25 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni dalla legge 30 luglio 2010, n. 122;
  • circolare 40/E del 28 luglio 2010;
  • risoluzione 55/E del 7 giugno 2012;
  • risoluzioni 7 luglio 2021 n. 55/E;