La Gestione Separata è un fondo pensionistico INPS finanziato con i contributi previdenziali obbligatori dei lavoratori assicurati e nasce con la L. 335/95 (art. 2, c. 26) di riforma del sistema pensionistico, anche nota come riforma Dini. Il fondo pensionistico ha lo scopo di assicurare una tutela previdenziale anche ai lavoratori fino a quel momento esclusi come, ad esempio, le categorie di liberi professionisti per le quali non sia già prevista una cassa previdenziale specifica, i lavoratori autonomi e le varie forme di collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.), i lavoratori a progetto (co.co.pro.) i lavoratori a domicilio, i venditori a domicilio, lavoratori autonomi occasionali e assimilati ecc.

 

Con successive disposizioni di legge sono stati assicurati alla Gestione Separata anche: 

  • gli spedizionieri doganali non dipendenti;
  • gli assegni di ricerca;
  • i beneficiari di borse di studio per la frequenza ai corsi di dottorato di ricerca;
  • gli amministratori locali;
  • i beneficiari di borse di studio a sostegno della mobilità internazionale degli studenti (solo da maggio a dicembre 2003) e degli assegni per attività di tutorato, didattico-integrative, propedeutiche e di recupero;
  • i lavoratori autonomi occasionali;
  • gli associati in partecipazione;
  • i medici con contratto di formazione specialistica;
  • i Volontari del Servizio Civile Nazionale (avviati dal 2006 al 2008);
  • i prestatori di lavoro occasionale accessorio.

L’iscrivibilità dei suddetti soggetti è in linea di principio strettamente connessa con la qualificazione fiscale dei redditi che essi percepiscono (v. base imponibile delle singole categorie).

Sul piano procedurale e amministrativo tutti i nuovi soggetti ed i venditori porta a porta, sono stati assimilati ai collaboratori coordinati e continuativi: identiche sono quindi, con poche eccezioni, le modalità di iscrizione, ripartizione del contributo, versamento e denuncia.

Identiche sono inoltre le regole di applicazione delle aliquote e del massimale, le modalità di accredito contributivo e le prestazioni, pensionistiche e non, cui hanno diritto secondo le regole generali vigenti nella Gestione Separata e comuni quindi anche ai liberi professionisti.

DECORRENZA

Il DM 166/96 (art. 4, c. 1) ha disposto le seguenti decorrenze per l’entrata in vigore della gestione:

  • 1° aprile 1996 per i soggetti privi di tutela pensionistica alla data del 30/03/1996 (data di entrata in vigore del decreto), con obbligo di iscrizione entro il 30/04/1996;
  • 30 giugno 1996 per i soggetti già coperti, alla data del 30/03/1996, da contribuzione obbligatoria, figurativa o volontaria e per i pensionati diretti e indiretti, con obbligo di iscrizione entro il 31/07/1996.

ALIQUOTE CONTRIBUTIVE

Le aliquote di finanziamento della Gestione Separata sono quelle che vengono applicate al reddito imponibile ai fini previdenziali, determinando l'importo del contributo dovuto per una data prestazione lavorativa.

La Finanziaria 2007 ha introdotto una notevole semplificazione riducendo a due le aliquote per tutte le categorie di soggetti iscrivibili alla Gestione Separata e per qualunque livello di reddito, ovviamente fino a concorrenza del massimale vigente nell'anno; pertanto, ai fini pensionistici, è prevista oggi l'applicazione di:

  • un'aliquota piena, per tutti i soggetti privi di altra copertura previdenziale obbligatoria e non pensionati
  • un'aliquota ridotta per tutti i soggetti già iscritti ad altre forme di previdenza obbligatoria o già titolari di pensione (diretta o indiretta).

L’articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n.147 (legge di stabilità 2014), ai commi 491 e 744, ha modificato le aliquote contributive per la gestione separata già previste per il 2014 sulla scorta del combinato disposto dell’articolo 2, comma 57, della legge 28 giugno 2012, n. 92 e dell’art. 46 bis, comma 1, lett. g) del Decreto Legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n. 134.

Infatti, il comma 491 del citato articolo 1 ha disposto che per i soggetti iscritti alla gestione separata, già assicurati presso altre forme previdenziali obbligatorie o titolari di pensione, l’aliquota contributiva e di computo per l’anno 2014 sia elevata al 22 per cento, mentre il successivo comma 744 ha previsto che per i lavoratori autonomi, titolari di posizione fiscale ai fini dell’imposta sul valore aggiunto (liberi professionisti), iscritti in via esclusiva alla gestione separata, per l’anno 2015 l’aliquota contributiva rimane fissata al 27 per cento.

Per tutti gli altri soggetti iscritti in via esclusiva alla gestione separata, invece, rimane immodificata la disposizione del già citato art. 46 bis, comma 1, lett. g) della legge n.134/2012, che ha previsto che l’aliquota contributiva e di computo venga elevata al 30 per cento. Rientrano in questa tipologia tutti gli iscritti alla gestione separata diversi dai liberi professionisti e per i quali l’obbligo contributivo è in capo ad un soggetto terzo (associati in partecipazione, venditori porta a porta, borsisti, etc.). 

Rimane confermata per gli iscritti che non siano pensionati o che non risultino già assicurati ad altra forma previdenziale obbligatoria l’ulteriore aliquota contributiva, istituita dall’articolo 59, comma 16, della legge n. 449/1997, per il finanziamento dell’onere derivante dall’estensione agli stessi della tutela relativa alla maternità, agli assegni per il nucleo familiare, alla degenza ospedaliera, alla malattia ed al congedo parentale. La predetta aliquota contributiva aggiuntiva, inizialmente stabilita nella misura dello 0,50 per cento, a far data dal 7 novembre 2007 è pari allo 0,72 per cento (v. messaggio n. 27090 del 9/11/2007).

L’art. 10-bis del decreto legge 31 dicembre 2014, n. 142, - cd Milleproroghe – convertito dalla legge 27 febbraio 2015 n. 11, pubblicata sulla GU n. 49 del 28 febbraio 2015, ha sostituito il primo periodo dell’art. 1, comma 744, della legge 147/2013 e variato quanto già previsto dall’art. 1, comma 79, della legge 24 dicembre 2007, n. 247 (s.m.i.).

Conseguentemente ai lavoratori autonomi, titolari di partita IVA, iscritti in via esclusiva alla Gestione separata di cui all’art. 2, comma 26, della legge n. 335/95, per l’anno 2014 e 2015 si applica l’aliquota contributiva del 27%, per l’anno 2016 si applica l’aliquota contributiva del 28% e per l’anno 2017 del 29%.

Le aliquote dovute per la contribuzione alla Gestione separata nell’anno 2015 e le relative aliquote di computo sono complessivamente fissate come segue:

Liberi professionisti

Aliquote

soggetti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie

27,72%

(27,00% IVS + 0,72

aliquota aggiuntiva)

soggetti titolari di pensione o provvisti di altra tutela pensionistica obbligatoria

23,50%

Collaboratori e figure assimilate Aliquote
soggetti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie

30,72%

(30,00% IVS + 0,72

aliquota aggiuntiva)

soggetti titolari di pensione o provvisti di altra tutela pensionistica obbligatoria 23,50%

  

Ripartizione dell’onere contributivo e modalità di versamento

La ripartizione dell’onere contributivo tra collaboratore e committente rimane fissata nella misura rispettivamente di un terzo e due terzi, salvo il caso di associazione in partecipazione, per il quale la ripartizione tra associante ed associato avviene in misura pari rispettivamente al 55 per cento e al 45 per cento dell’onere totale.

Si rammenta che il versamento dei contributi deve essere eseguito dal titolare del rapporto contributivo (committente o associante) entro il giorno 16 del mese successivo a quello di corresponsione del compenso, mediante il modello F24 telematico.

Si rammenta, inoltre, che per i professionisti iscritti alla Gestione separata l’onere contributivo è tutto a carico dei soggetti stessi ed il versamento dei contributi deve essere eseguito, tramite il modello F24 telematico, alle scadenze fiscali previste per il pagamento delle imposte sui redditi (es. saldo 2014, primo acconto 2015 e secondo acconto 2015).

Compensi corrisposti ai collaboratori entro il 12 gennaio dell’anno successivo

Per il versamento dei contributi in favore dei soggetti, di cui all’articolo 50, comma 1, lett. c-bis, i cui compensi, ai sensi dell’articolo 34 della legge 21 novembre 2000, n. 342, sono assimilati ai redditi da lavoro dipendente, trova tuttora applicazione il disposto del primo comma dell’articolo 51 del T.U.I.R., in base al quale le somme corrisposte entro il giorno 12 del mese di gennaio si considerano percepite nel periodo d’imposta precedente (c. d. principio di cassa allargato v. circolare n. 10 dell’8 gennaio 2002).

Da ciò consegue che i compensi erogati ai collaboratori entro la data del 12 gennaio 2012 e riferiti a prestazioni effettuate entro il 31 dicembre 2011 sono da calcolare con le aliquote contributive in vigore nel 2011.

MASSIMALE CONTRIBUTIVO

La L. 335/95 (c.d. riforma Dini) nell'introdurre il sistema di calcolo contributivo ha anche previsto (art. 2, c. 18) l'adozione di un massimale, annualmente rivalutato in base all'indice Istat dei prezzi al consumo, oltre il quale il reddito percepito non è soggetto a contribuzione previdenziale.

Il massimale opera per tutti i lavoratori privi di anzianità contributiva al 1° gennaio 1996 e quindi per la generalità degli iscritti alla Gestione Separata, essendo stata, quest'ultima, istituita dopo tale data.

Il massimale non può essere rapportato a mese, neanche se le prestazioni lavorative si riferiscono a periodi inferiori all'anno solare, ed è unico per tutti i redditi soggetti a contribuzione nella Gestione, per cui vi concorrono, in capo allo stesso lavoratore, sia redditi da attività di collaborazione e simili (anche percepiti da più committenti), sia eventuali redditi da attività professionali.

Inoltre il concorso dei redditi al massimale segue un ordine cronologico, per cui, al fine di permettere una corretta applicazione delle aliquote entro il massimale, il lavoratore è tenuto a fornire ai propri committenti la documentazione relativa a compensi già riscossi in precedenza.

Qualora, in caso di rapporti simultanei, il massimale viene superato in un determinato mese con il concorso di due o più compensi, ciascun committente contribuirà in misura proporzionalmente ridotta al raggiungimento della soglia di esenzione dal contributo.

 

Anche in tal caso il lavoratore è tenuto a fornire ai committenti interessati gli elementi necessari per effettuare i relativi calcoli.

 

Le predette aliquote del 27,72 e del 23,50 per cento, sono applicabili, con i criteri sopra esposti, facendo riferimento ai redditi conseguiti dagli iscritti alla Gestione separata fino al raggiungimento del massimale di reddito previsto dall’articolo 2, comma 18, della legge n. 335/1995, che per l’anno 2015 è pari a euro 100.324,00.

Compensi corrisposti ai collaboratori entro il 12 gennaio 2015

L’art. 51 del TUIR dispone che le somme corrisposte entro il 12 del mese di gennaio si considerano percepite nel periodo di imposta precedente (c.d. principio di cassa allargato).

Consegue che il versamento dei contributi in favore dei collaboratori – di cui all’art. 50, comma 1, lett. c-bis, i cui compensi, ai sensi dell’art. 34 della legge 21 novembre 2000, n. 342 sono assimilati a redditi da lavoro dipendente- è riferito a prestazioni effettuate entro il 31 dicembre 2014 e pertanto devono essere applicate le aliquote contributive previste per l’anno di imposta 2014 (22 per cento per i titolari di pensione e per chi è già assoggettato ad altra previdenza obbligatoria e 28,72 per cento per coloro che sono privi da altra previdenza obbligatoria).

ACCREDITO CONTRIBUTIVO

Coerentemente col principio di cassa, cui la Gestione è ispirata, i contributi vengono accreditati nell'estratto conto del lavoratore nell'anno in cui sono stati pagati i compensi cui si riferiscono, indipendentemente da quando essi sono maturati (ovvero indipendentemente da quando si è svolta l'attività lavorativa).

L'accredito viene riconosciuto per mesi di copertura.

Nella Gestione Separata si versa solo sul reddito effettivamente percepito, non esiste cioè, a differenza di quanto avviene nelle Gestioni Artigiani e Commercianti, un reddito minimale su cui versare obbligatoriamente.
 
Tuttavia tale reddito minimale, previsto nell'anno di riferimento per artigiani e commercianti (v. tabella minimali), è assunto come valore di riferimento per la determinazione della copertura contributiva, ovvero:

se nell'anno si consegue un reddito almeno pari a quello minimale, sul quale quindi viene versata la relativa contribuzione, si ha diritto alla copertura contributiva completa di 12 mesi; in caso contrario i mesi di copertura sono contratti in proporzione ed accreditati a decorrere dal mese di gennaio, indipendentemente dal mese o dai mesi dell'anno in cui i compensi vengono percepiti. Solo per il primo anno di iscrizione alla Gestione Separata, l'accredito contributivo decorre dal mese di iscrizione.

Naturalmente, ai fini del calcolo dei 12 mesi di copertura, data la diversità di aliquote cui si può essere soggetti nell'anno a seconda della propria situazione contributiva (v. aliquote di finanziamento ), non esiste un contributo minimo fisso e uguale per tutti ma solo un reddito minimo di riferimento su cui calcolarlo.

La copertura contributiva si determina, arrotondando sempre per difetto, con il seguente calcolo:

mesi di copertura contributiva = importo versato: (contributo dovuto sul minimale / 12) (non vanno considerate le cifre decimali, quindi, ad es., i valori 3,1 e 3,9 daranno luogo sempre e solo a 3 mesi di copertura contributiva)

Per quanto concerne l’accredito dei contributi, basato sul minimale di reddito di cui all’articolo 1, comma 3, della legge n. 233/1990, si comunica che per l’anno 2015 detto minimale è pari ad euro 15.548,00.

Conseguentemente, gli iscritti per i quali è applicata l’aliquota del 23,50 per cento, avranno l’accredito dell’intero anno con un contributo annuo di euro 3.653,78, gli iscritti per i quali il calcolo della contribuzione avviene applicando l’aliquota del 27,72 per cento avranno l’accredito con un contributo annuale pari a € 4.309,91 (di cui € 4.197,96 ai fini pensionistici), mentre gli iscritti per i quali il calcolo della contribuzione avviene applicando l’aliquota del 30,72 per cento avranno l’accredito con un contributo annuale pari a € 4.776,35 (di cui € 4.664,40 ai fini pensionistici).

 

Com’è noto, qualora alla fine dell’anno il predetto minimale non fosse stato raggiunto, vi sarà una contrazione dei mesi accreditati in proporzione al contributo versato (v. art. 2, comma29, L. 335/1995).

GESTIONE SEPARATA PER PROFESSIONISTI SENZA CASSA DI PREVIDENZA

REQUISITI

La L. 335/95 (art. 2, c. 26) ha previsto l’iscrizione alla Gestione Separata dei liberi professionisti titolari di Partita Iva, così come definiti ai sensi dell’art. 53, c. 1 del TUIR.

Si possono quindi esaminare alcuni requisiti identificativi:

 

1.contenuto artistico o professionale dell’attività di lavoro autonomo, secondo la definizione data dal TUIR;

 

2.autonomia del lavoro: l’attività deve essere svolta senza vincoli di subordinazione, decidendo autonomamente tempi, modalità e mezzi necessari per l’esecuzione;

 

3.abitualità e professionalità del lavoro: questa condizione si ritiene realizzata quando il soggetto pone in essere una pluralità di atti coordinati e finalizzati ad un risultato, soprattutto se svolti nei confronti di una pluralità di soggetti. Non occorre che tale attività sia esclusiva né prevalente, basta solo che sia abituale;

 

4.natura non di impresa: l’attività di lavoro autonomo si caratterizza per la personalità della prestazione e per la prevalenza del fattore “lavoro” sul capitale, mentre nell’attività condotta sotto forma di impresa prevale il fattore “organizzazione” delle risorse produttive (beni, servizi e risorse umane). Si consideri comunque che ai fini fiscali (e quindi anche previdenziali) non si considera esercizio di arte e professione lo svolgimento delle attività elencate nell’art. 55 del TUIR (ex art. 51 – Redditi d’impresa). Viceversa sono sicuramente da inquadrare nel lavoro autonomo le attività protette da appositi albi professionali o che comunque richiedono un titolo abilitante per il loro esercizio;

 

5.esercizio in forma associata, mediante la riunione di persone fisiche in associazioni senza personalità giuridica. Tale possibilità è espressamente prevista dall’art. 53, c. 1 del TUIR: ai fini fiscali tali associazioni sono equiparate alle società semplici (art. 5, c. 3, lett. c del TUIR) e ciascun professionista dichiara singolarmente la propria quota di partecipazione sul modello unico.

BASE IMPONIBILE

I liberi professionisti dichiarano i redditi provenienti dalla loro attività nel quadro RE (redditi da lavoro autonomo) o, in caso di esercizio in forma associata, nel quadro RH (redditi di partecipazione).

La base imponibile previdenziale è pari all’imponibile fiscale, così come risulta dalla dichiarazione dei redditi e dagli accertamenti definitivi : è quindi definita per differenza fra i compensi percepiti e le spese di gestione, secondo i criteri previsti dall’art. 54 del TUIR (ex art. 50).

COMPENSI EROGATI A FAMILIARI

La L. 662/96 (art. 3, c. 21, lett. c) ha disposto che, a decorrere dal periodo di imposta in corso alla data del 31/12/1996, i compensi corrisposti:

  • al coniuge
  • ai figli affidati o affiliati, minori di età o permanentemente inabili al lavoro
  • agli ascendenti dell’artista o professionista ovvero della società o associazione non sono più deducibili dal reddito complessivo. Ne consegue che tali compensi non costituiscono neanche più reddito imponibile per i percettori. Venendo a mancare l’imponibile fiscale, essi sono quindi esclusi dalla contribuzione alla Gestione Separata.

  

CONTRIBUTO

Il contributo alla Gestione Separata è calcolato applicando alla base imponibile le aliquote vigenti nell'anno di riferimento nei limiti del massimale previsto per l’anno stesso.

E' interamente a carico del professionista, che tuttavia ha facoltà di addebitare al cliente in fattura, a titolo di rivalsa, un’aliquota pari al 4% dei compensi lordi.

L'esercizio di tale facoltà ha rilevanza solo nei rapporti fra il professionista ed il cliente ed è del tutto ininfluente ai fini del versamento alla Gestione Separata, poiché a quest'ultimo dovrà provvedere sempre e comunque il professionista e per l'intero importo.

VERSAMENTO

Poiché il contributo è rapportato al reddito conseguito nell'anno di riferimento e quest'ultimo è noto solo a consuntivo, il versamento avviene con lo stesso meccanismo di acconto e saldo e con le stesse scadenze previste dal fisco per i versamenti Irpef.

Il professionista deve pertanto versare rispettando queste scadenze:

 

  • 16 giugno dell’anno successivo all’anno di competenza (es. 16 giugno 2015 per l’anno di competenza 2014) per il versamento del saldo 2014 e del primo acconto 2015, pari al 40% dell’importo dovuto sui redditi risultanti dalla dichiarazione dei redditi relativa all’anno precedente (base imponibile previdenziale anno 2014) e dagli accertamenti definitivi;
  • 30 novembre per il versamento del secondo acconto 2015, di importo pari al primo (40%).

 

Riferimenti Normativi:

 

  • Legge 335/95;
  • D.M. 166/96;
  • Circolari INPS 201/96 – 83/97 – 72/98 – 78/99;
  • Circolare INPS numero 27 del 5-02-2015;
  • Circolare INPS numero 58 del 11-03-2015;
  • www.inps.it

 

Novembre 2017
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