documento di trasporto

Nell'agosto del 1996 in attuazione delle disposizioni contenute nell'art.3, comma 147, lettera d, della Legge 28/12/95 n. 549, è stato emanato il  D.P.R. 14/8/96 n. 472 (G.U. 12/9/96 n. 214) è stata soppressa la "vecchia" bolla di accomagnamento o trasporto delle merci viaggianti, obbligo previsto dal D.P.R. 6/10/78 n. 627, ed è stato introdotto nel nostro ordinamento al suo posto il d.d.t. (documento di trasporto). Di seguito approfondiremo le principali caratteristiche e i risvolti civilistici e fiscali dell'utilizzo di tale documento.

Il documento di trasporto (in breve d.d.t.) è stato introdotto a seguito dell'abolizione della bolla di accompagnamento come previsto dall'entrata in vigore della normativa comunitaria (sesta direttiva "IVA" - Direttiva 77/388/CEE del Consiglio, del 17 maggio 1977, in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sul fatturato - Sistema comune di imposta sul valore aggiunto: base imponibile uniforme) che aveva di fatto esonerato dall'obbligo di emissione della bolla i trasporti tra gli Stati membri dell'Unione Europea.

Con la soppressione della bolla di accompagnamento il nostro legislatore però ha lasciato un vuoto normativo in quanto l'art. 21 del D.P.R. 633/72 (Fatturazione delle operazioni), prevede al  comma 4 "Per le cessioni di beni la cui consegna o spedizione risulti da documento di trasporto  o da altro documento idoneo a identificare i soggetti tra i quali è effettuata l'operazione ed avente le caratteristiche determinate con decreto del Ministero delle Finanze, la fattura può essere emessa entro il mese successivo a quello della consegna o spedizione e deve contenere anche l'indicazione della data e del numero dei documenti stessi ." A tal fine il d.d.t. viene in supporto dell'abrogazione della bolla di accompagnamento permettendo al contribuente di emettere, entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell'operazione, la fattura differita, che senza la bolla di trasporto giustificativa della consegna delle merci, non sarebbe più potuta essere emessa ed al cui posto si sarebbero dovute emettere singole fatture per ogni consegna.

Si ricorda che, prima la bolla di accompagnamento, ora il d.d.t., permette di vincere la presunzione secondo cui in base all'art. 53 del D.P.R. 633/72 (Presunzioni di cessione e di acquisto) secondo cui "si presumono ceduti i beni acquistati, importati o prodotti che non si trovano nei luoghi in cui il contribuente esercita la sua attivita', comprese le sedi secondarie, filiali, succursali, dipendenze, stabilimenti, negozi o depositi dell'impresa, ne' presso i suoi rappresentanti, salvo che sia dimostrato che i beni stessi: a) sono stati utilizzati per la produzione, perduti o distrutti; b) sono stati consegnati a terzi in lavorazione, deposito o comodato o in dipendenza di contratti estimatori o contratti di opera, appalto, trasporto, mandato, commissione o altro titolo non traslativo della proprieta'."

Al comma 3 dell'art. 1 del Decreto del Presidente della Repubblica del 14 agosto 1996 n. 472 si stabilisce che "Il documento previsto dall'art. 21, quarto comma, secondo periodo, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, contiene l'indicazione della data, delle generalita' del cedente, del cessionario e dell'eventuale incaricato del trasporto, nonche' la descrizione della natura, della qualita' e della quantita' dei beni ceduti. Per la conservazione di tale documento si applicano le disposizioni di cui all'art. 39, terzo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633. Lo stesso  documento e' idoneo a superare le presunzioni stabilite dall'art. 53 del citato decreto." Tale documento è il d.d.t.

Elementi obbligatori del documento di trasporto (d.d.t.)

Gli operatori che intendono avvalersi della modalita' di fatturazione differita (ovvero senza l'emissione dalle fattura al momento della consegna della merce) devono utilizzare il documento di trasporto o di consegna previsto dal citato comma 3 del D.P.R. n. 472 del 1996, da emettere, prima  dell'inizio del trasporto o della consegna, a cura del cedente, secondo le normali esigenze aziendali, in forma libera, (senza, cioe', vincoli di forma, di dimensioni o di tracciato), nel quale devono essere indicati i seguenti elementi:

1) data di effettuazione dell'operazione (consegna o spedizione);

2) generalita' del cedente, del cessionario nonche' dell'eventuale impresa incaricata del trasporto, secondo le indicazioni recate dall'articolo 21, secondo comma, n. 1, del D.P.R. n. 633 del 1972;

3) la descrizione della natura, qualita' e quantita' dei beni ceduti. In particolare, per quanto concerne la quantita', si deve reputare sufficiente l'indicazione in cifre, essendo venuta meno, a seguito della soppressione, la previsione normativa contenuta nell'articolo 1, secondo comma, lettera b), del D.P.R. n. 627 del 1978, con la quale si richiedeva anche l'indicazione in lettere.

E' appena il caso di far presente che oltre ai citati elementi occorre numerare progressivamente il suddetto documento, in virtu' della disposizione recata dal ripetuto articolo 21, quarto comma, secondo periodo, del decreto n. 633 del 1972 laddove, ai fini dell'emissione della fattura differita, viene previsto che in quest'ultima vi sia l'indicazione della data e del numero dei documenti di trasporto o di consegna.

Come gia' chiarito in passato in materia di normativa concernente la disciplina della bolla di accompagnamento, i documenti di trasporto possono avere distinte serie di  numerazione se emessi da diversi punti operativi dell'impresa (magazzini, filiali, punti vendita, ecc.).

Documenti equiparati al documento di trasposto (d.d.t.)

Al documento di trasporto e' equiparato qualsiasi altro documento, (ad esempio la nota di consegna, la lettera di vettura, la polizza di carico, etc.), purche' lo stesso contenga gli elementi essenziali sopra descritti.

Modalità di emissione del documento di trasporto (d.d.t.)

I documenti di trasporto devono essere emessi dagli operatori al fine di potersi avvalere della fatturazione differita, come disciplinata dall'articolo 21, quarto comma, del DPR 26 ottobre 1972, n. 633, ovvero per il superamento delle presunzioni di cui all'articolo 53 dello stesso DPR n. 633 del 1972, nelle fattispecie descritte in premessa.

L'emissione del documento di trasporto avviene in duplice copia, una da trattenere e conservare a cura del cedente e l'altra da consegnare al cessionario.

A tale proposito si richiama l'attenzione sul fatto che, per la spedizione la consegna all'altra parte, i documenti, in base alle diverse esigenze aziendali, possono alternativamente:

- essere spediti nel giorno in cui e' iniziato il trasporto dei beni oltre che tramite servizio postale, anche a mezzo corriere oppure tramite gli strumenti elettronici (fax, e-mail);

- scortare i beni durante il trasporto dal luogo di origine fino a quello di destinazione finale.

Qualora per esigenze organizzative dell'azienda i documenti siano formati in data antecedente a quella di consegna o spedizione dei beni, puo' tenersi conto, ai fini della fatturazione differita, della data di formazione risultante dal documento stesso, fermo restando l'obbligo di indicare anche la data di consegna o spedizione.

Termini di conservazione del documento di trasporto (d.d.t.)

Ai sensi dell'art. 2220 del Codice Civile i documenti di trasporto devono essere conservati, sia dall'emittente che dal destinatario, per dieci anni dalla data della loro emissione mentre ai fini fiscali, ai sensi dell'art. 39 del D.P.R. 633/72, tali documenti devono essere conservati fino a quando non siano definiti gli accertamenti relativi al  corrispondente periodo d'imposta.

Trasporto di beni con fatturazione immediata

I soggetti che emettono fattura ai sensi dell'articolo 21, primo comma del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, all'atto della consegna o spedizione cosi' come previsto dall'articolo 6 dello stesso decreto, hanno la possibilita' di far scortare i beni viaggianti indifferentemente da una fattura ordinaria, non avente peraltro natura accompagnatoria, ovvero possono far viaggiare le merci senza alcun altro documento qualora la relativa fattura venga spedita o consegnata al cessionario. Cio' in quanto il momento di emissione del documento e quello di inizio del trasporto, pur avvenendo nella stesso giorno, passano anche non coincidere.

Al riguardo si conferma il contenuto della circolare n. 42/503981 del 31 ottobre 1974 della soppressa Direzione Generale delle Tasse, laddove e' stata precisato che "la fattura deve essere emessa in duplice esemplare, dal soggetto che effettua la cessione o la prestazione entro lo stesso giorno in cui l'operazione viene effettuata". Pertanto l'adempimento in parola deve ritenersi soddisfatto qualora l'operatore emetta la fattura entro le ore 24 del giorno in cui, nei termini sopra esposti, e' stata effettuata l'operazione.

Trasporto effettuato tramite più vettori

Qualora il trasporto dei beni richieda la presenza di piu' vettori nell'ambito dell'intera tratta, il contribuente potra' utilizzare i documenti di trasporto indicando almeno le generalita' del primo incaricato del trasporto; si precisa, inoltre, che il predetto incaricato non e' tenuto ad eseguire ulteriori annotazioni.

Fatturazione anticipata rispetto al trasporto di beni

Con specifico riferimento all'ipotesi della fatturazione anticipata dell'intero importo delle operazioni, disciplinata dall'art. 6, quarto comma, del D.P.R. n. 633 del 1972, si fa presente che i beni oggetto della fatturazione anticipata possono essere trasportati senza alcun documento di trasporto.

Trasporti promiscui non assoggettati all'obbligo della bolla di accompagnamento

Il trasporto di tabacchi, fiammiferi, nonche' dei prodotti soggetti ad accise, ad imposta di consumo od al regime di vigilanza fiscale di cui agli artt. 21, 27 e 62 del D.Lgs. 26 ottobre 1995, n. 505, risulta tuttora assoggettato all'obbligo di emissione di uno specifico documento di accompagnamento.

Si precisa che, qualora il trasporto dei suddetti beni interessi anche aItri beni per i quali non sussiste il predetto obbligo, nei documenti stessi possono, agli effetti di cui al comma 3 dell'articolo unico del D.P.R. n. 472 del 14 agosto 1996, essere inclusi anche i suddetti altri beni nella considerazione che i predetti documenti di accompagnamento contengono, oltre agli elementi richiesti dal ripetuto comma 3, anche ulteriori, dettagliate indicazioni.

Trasporto di beni da consegnare a terzi a titolo non traslativo della proprieta'

Il combinato disposto di cui all'articolo 53, primo e terzo comma del D.P.R. n. 633 del 1972 cessione e di acquisto, che la consegna dei beni dati "in lavorazione, deposito o comodato o in dipendenza di contratti estimatori o di contratti d'opera, appalto, trasporto, mandato, commissione o altro titolo non traslativo della proprieta'", possa risultare, oltre che dal libro giornale o da altro libro tenuto a norma del  o da apposito registro tenuto codice civile in conformita' dell'articolo 39 dello stesso decreto, anche da altro documento conservato a norma dello stesso articolo.

Al riguardo si fa presente che, nell'interpretare il contenuto dell'articolo 53, terzo comma ultimo periodo, del decreto n. 633 del 1972, la  soppressa Direzione Generale delle Tasse con la risoluzione n. 370567 del 9 novembre 1981, ha precisato che la presunzione di cessione puo' essere superata, anche mediante "qualsiasi tipo di documentazione" purche' la stessa sia conservata in conformita' al predetto articolo 39.

Cio' premesso, si ritiene che il documento di trasporto o altro documento emesso per la movimentazione dei beni a titolo non traslativo della proprieta', avente le caratteristiche di cui all'articolo 1, comma 3 del D.P.R. n. 472 del 1996 e' idoneo a superare le presunzioni di cui all'articolo 53 lettera b) del ripetuto decreto n. 633 del 1972, ai fini dei controlli che verranno effettuati dagli organi preposti a tale funzione.

Agli effetti del superamento della suddetta presunzione il documento, ovviamente, dovra' contenere l'espressa indicazione della causale non traslativa del trasporto (deposito, lavorazione, passaggi interni etc.) con l'obbligo di conservazione a norma del gia' richiamato articolo 39 del D.P.R. n. 633 del 1972, sia da parte dell'emittente che del soggetto destinatario dei beni.

Cessione di beni con consegna a terzi

Per quanto concerne, in particolare, la cessione di beni con consegna da parte dei soggetti che li hanno ricevuti per la lavorazione, si precisa che il documento emesso dall'assuntore della lavorazione o depositario e' valido, ai fini del differimento della fatturazione della cessione dei  beni, sempreche' contenga oltre alla data, al numero, alla descrizione dei beni e alle generalita' dell'eventuale incaricato del trasporto, anche gli elementi identificativi dell'assuntore della lavorazione o depositario, del cessionario terzo acquirente e del committente o depositante cedente.

Del pari per le cessioni con consegna di beni eseguite non direttamente al cessionario ma ad un terzo cessionario dello stesso (cliente del cessionario) e' consentito avvalersi, ai fini della fatturazione differita, per entrambe le cessioni del documento.

Trasporto di beni per la tentata vendita

Qualora il trasporto dei beni avvenga nel contesto della "tentata vendita" gli operatori, ai fini della fatturazione immediata, per superare le presunzioni di cui all' , possano articolo 53 del D.P.R. n. 633 del 1972 predisporre il documento di trasporto generale e, all'atto della consegna dei beni, emettere le relative fatture, avvera possano anche istituire un apposito bollettario a ricalco "a madre e figlia" numerato e bollata, ai sensi del ripetuto articolo 39 del decreto n. 633, di cui, come chiarito dalla soppressa Direzione Generale delle Tasse con la circolare n. 41/501554 del 26 giugno 1973, "la bolletta figlia staccabile, costituisce la fattura da consegnare agli acquirenti e la madre, rispettivamente, il registro sezionale delle fatture e la copia da conservare presso l'impresa emittente".

Se, invece, gli operatori interessati intendono avvalersi della fatturazione differita possono, prima di intraprendere il viaggio, al fine di superare la predetta presunzione, predisporre il documento di trasporto generale, di cui al citato  , articolo 1, comma 3 del D.P.R. n. 472 del 1996 relativo al complesso dei beni viaggianti e, quindi, in occasione di ciascuna vendita, provvederanno a redigere un'apposita nota di consegna, ovvero altro idonea documento, afferente la singola cessione la quale deve, in ogni caso, contenere gli elementi essenziali richiesti dalla cennata disposizione per il richiamato documento di trasporto.

Per quanto riguarda, in particolare, la tentata vendita si precisa che, ai fini della fatturazione differita, in luogo della nota di consegna per ogni singola cessione, e' consentito di utilizzare anche la cosidetta "scheda clienti", in uso presso particolari settori commerciali, recante gli elementi richiesti dall'art. 1, comma 3, del D.P.R. n. 472 del 1996 senza ulteriori adempimenti, salvo quelli di conservazione previsti dall'art. 39, terzo comma del ripetuto D.P.R. n. 633 del 1972.

Obblighi dei commercianti al minuto

Con l'art. 12, comma 2, della legge 30 dicembre 1991, n. 413, vigendo la disciplina della bolla di accompagnamento, era stato consentito ai commercianti al minuto, di cui all'art. 22 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, di non emettere le scontrino fiscale qualora avessero fatto scortare i beni trasportati dalla bolla di accompagnamento integrata nell'ammontare del corrispettivo, ovvero da fattura accompagnatoria gia' prevista dall'articolo 2 del decreto del Ministero delle finanze 29 novembre 1978.

A seguito dell'abrogazione della normativa relativa alla bolla di accompagnamento, si precisano le modalita' operative cui sono tenuti i suddetti contribuenti nelle fattispecie di seguito descritte:

a) nel caso di fatturazione immediata occorre:

- emettere lo scontrino fiscale previsto dal decreto del Ministero delle finanze 23 marzo 1983;

- emettere contestualmente la relativa fattura. A tal fine, e' appena il caso di precisare che possono essere utilizzati gli stampati della fattura accompagnatoria di cui gli operatori sono ancora provvisti.

b) nel caso di fatturazione differita si deve:

- emettere lo scontrino fiscale;

- emettere un documento (di trasporto, di consegna, o altro idoneo documento) avente le caratteristiche di cui all'articolo unico, comma 3 del D.P.R. n. 472 del 1996;

- emettere, entro il mese successivo a quello di consegna o spedizione dei beni, fattura differita per le cessioni effettuate nel corso del mese solare precedente fra le stesse parti con l'indicazione degli estremi del documento (di trasporto, di consegna, etc.). Tali fatture devono essere annotate distintamente, ai fini della liquidazione dell'imposta, nel registro di cui all'art. 23 del D.P.R. n. 633 del 1972 per verificare la corrispondenza tra l'ammontare delle operazioni per le quali sono stati rilasciati scontrini fiscali e le relative annotazioni nei registri delle operazioni effettuate, come precisato dalla soppressa Direzione Generale delle Tasse con circolare n. 60 del 10 giugno 1983.

Ai fini della distinzione tra i corrispettivi giornalieri totali e quelli oggetto di fatturazione differita le annotazioni dei relativi importi potranno essere effettuate sullo scontrino recante il totale giornaliero o nel documento di trasporto o di consegna ovvero in altro idoneo documento.

Cessioni effettuate da agricoltori esonerati - art.34 terzo comma D.P.R. 633/72 e conferimento dei proditti agricoli alle cooperative

Nell'ipotesi di trasporto di beni ceduti dagli agricoltori esonerati dagli obblighi contabili, di cui all'art. 34, terzo comma, del D.P.R. n. 633 del 1972, i beni viaggiano senza  documento di trasporto in quanto l'obbligo di provvedere all'emissione del documento di trasporto (d.d.t.) ricade sul cessionario, sempre che questi intenda avvalersi della fatturazione differita. Naturalmente in caso di fatturazione immediata il cessionario deve procedere soltanto all'autofatturazione, non essendo prescritta alcuna specifica documentazione per la movimentazione dei beni.

Si precisa, altresi, che, il documento di trasporto (d.d.t), utilizzato per i conferimenti dei prodotti agricoli agli enti, cooperative od altri organismi associativi, puo' essere emesso dai suddetti organismi, analogamente a quanto gia' previsto dall'articolo 34, settimo comma, in materia di emissione della fattura. In tal caso uno degli esemplari deve essere rilasciato al soggetto conferente e conservato da quest'ultimo ai sensi dell'articolo 39, terzo comma del D.P.R. n. 633 del 1972.

Trasporti dei prodotti agricoli dal luogo di produzione ai mercati

Per quanto riguarda i trasporti effettuati dai produttori agricoli dal luogo di produzione ai mercati all'ingrosso e al dettaglio si fa presente che le disposizione recate dal D.P.R. n. 472 del 1996 non prevedono l'emissione di un documento di trasporto o di consegna in quanto tale documento, nell'ipotesi di fatturazione differita, deve essere emesso al momento dell'effettuazione dell'operazione di vendita presso il mercato.

Interscambio commerciale italo-sammarinese

A seguito della soppressione del D.P.R. n. 627 del 1978, in materia di bolla di accompagnamento, non trovano piu applicazione le disposizioni contenute nel decreto del Ministro delle finanze 24 gennaio 1979, con il quale e' stato esteso l'obbligo di emissione del documento accompagnatorio anche nell'interscambio commerciale tra la Repubblica italiana e la Repubblica di San Marino.

A tale decreto del 1979, peraltro, fanno espressamente rinvio gli articoli 2 e 9 del decreto del Ministro delle finanze 24 dicembre 1993 che, allo stato attuale, disciplina i rapporti di scambio tra i due Stati.

Al riguardo si fa presente che, essendo venute meno per i motivi suesposti le suddette disposizioni normative, l'obbligo di emissione di un documento di trasporto o di consegna da parte dell'operatore italiano che invia i beni ad operatori economici aventi sede, residenza o domicilio nella Repubblica di San Marino, continua a sussistere, in virtu' dello scambio di note che i due Stati hanno sottoscritto in data 21 dicembre 1972.

In particolare si precisa che il citato documento di trasporto o di consegna deve contenere i seguenti dati:

- la ditta, la denominazione o la ragione sociale, ovvero il nome e il cognome, la sede, la residenza o il domicilio dei soggetti tra i quali e' effettuata l'operazione di esportazione;

- la natura, la qualita' e la quantita' dei beni esportati, nonche' la data di effettuazione dell'operazione e le generalita' dell'eventuale incaricato del trasporto.

Una copia del documento deve restare in possesso dell'emittente mentre almeno altre due copie devono essere esibite, per i necessari riscontri, al competente Ufficio Tributario di San Marino, all'atto dell'introduzione dei beni in detto territorio. Si evidenzia l'opportunita' che su tale documento venga indicata la causale del trasporto.

Organi ammessi alla vigilanza in itinere (controlli su strada della Guardia di Finanza)

Il comma 2 dell'articolo unico del decreto n. 472 del 14 agosto 1996, stabilisce che "restano ferme le disposizioni sul controllo dei beni durante il trasporto". Al riguardo si rileva che la lettura della norma deve essere correlata a quanto stabilito da uno dei preliminari del decreto presidenziale in rassegna, il quale casi formulato: "Ritenuto che ai sensi degli articoli 51 e 52 del D.P.R. n. 633 del 1972, il controllo dei beni durante il trasporto eseguito dalla Guardia di Finanza per l'acquisizione dei dati e delle notizie utili ai fini fiscali".

Pertanto si e' dell'avviso che il legislatore abbia voluto attribuire, in via esclusiva, alla Guardia di Finanza la potesta' di controllo dei trasporti in itinere, al fine di acquisire dati e notizie utili per l'accertamento della corretta applicazione delle norme fiscali, anche sulla base di quanto previsto dal disposto di cui all'ottavo comma del citato articola 52.

In ordine, poi, ai poteri da esercitare in sede di verifica, sara' cura degli organi di controllo appurare la puntuale rispondenza di quanto dichiarato dall'incaricato del trasporto in merito alla consistenza delle merci. Inoltre, attraverso ispezioni da eseguirsi successivamente, a cura della Guardia di Finanza o dell'ufficio IVA competente, si procedera' alla constatazione dell'effettiva destinazione dei beni e della relativa fatturazione, qualora il trasporto consegua ad una operazione di cessione.

Riferimenti normativi:

  • Art. 2220 Codice Civile;
  • Art. 21 del D.P.R. 633/72;
  • Art. 39 del D.P.R. 633/72;
  • Art. 53 del D.P.R. 633/72;
  • D.P.R. 6/10/1978 n. 627;
  • Circolare Ministero delle Finanze n. 2/585001 del 5/1/93;
  • Art. 10, comma 2 bis, D.L. 23/2/95 n. 41 convertito nella L. 22/3/95 n. 85;
  • Art. 3, comma 147, lettera d, Legge 28/12/1995 n. 549;
  • Circolare del 16/09/1996 n. 225 - Min. Finanze - Dip. Entrate Aff. Giuridici Serv. VI;
  • Circolare del 11/10/1996 n. 249 - Min. Finanze - Dip. Entrate Aff. Giuridici Serv. VI;

 

 

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