La percentuale di deducibilità dei costi relativi alle apparecchiature terminali per il servizio radiomobile pubblico terrestre (telefoni cellulari) è regolata comma 9 dell'articolo 102 del Tuir per i redditi d'impresa e dal comma 3-bis dell'articolo 54 del Tuir per i redditi derivanti dall'esercizio di attività artistiche e professionali. La  detraibilità ai fini IVA è soggetta alle disposizioni dell'art 19-bis1, comma 1, lettera g), del D.P.R.n. 633/72.

Reddito d'impresa

Il comma 401 dell'art. 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge Finanziaria 2007) ha modificato il comma 9 dell'art. 102 (Ammortamento dei beni materiali) del TUIR stabilendo che "le quote d'ammortamento, i canoni di locazione anche finanziaria o di noleggio e le spese di impiego e manutenzione relativi ad apparecchiature terminali per servizi di comunicazione elettronica ad uso pubblico di cui alla lettera g) del comma 1 dell'articolo 1 del codice delle comunicazione elettroniche, di cui al decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, sono deducibili nella misura dell'80 per cento" (ndr in precedenza la percentuale di deducibilità era del 50%).

Si è stabilito inoltre che tale percentuale è elevata al 100 per cento per gli oneri relativi a impianti di telefonia dei veicoli utilizzati per il trasporto di merci da parte di imprese di autotrasporto, limitatamente a un solo impianto per ciascun veicolo.

Reddito derivante dall'esercizio di attivita' artistiche o professionali

Il comma 402 dell'art. 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge Finanziaria 2007) ha modificando l'art. 54, comma 3-bis del TUIR, stabilendo che "le quote d'ammortamento, i canoni di locazione anche finanziaria o di noleggio e le spese di impiego e manutenzione relativi ad apparecchiature terminali per servizi di comunicazione elettronica ad uso pubblico di cui alla lettera gg) del comma 1 dell'articolo 1 del codice delle comunicazione elettroniche, di cui al decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, sono deducibili nella misura dell' 80 per cento".

Detraibilità IVA

Ai fini IVA l'art 19-bis1, comma 1, lettera g) del D.P.R.n. 633/72 prevede la detraibilità dell'IVA al 50%per le "apparecchiature terminali per il servizio radiomobile pubblico terrestre di comunicazioni, soggette alla tassa di concessione governativa". Ilriferimento al pagamento della tassa di concessione governativa esclude automaticamente i soggetti di cui al punto precedente (commercianti di telefonini, ecc.), i quali potranno quindi detrarre totalmente l'IVA ai sensi dell'art. 19,comma 1, D.P.R. n. 633/72.

Con la legge finanziaria 2008 è stato stabilito che a partire dall'anno 2008 l'IVA sulla telefonia mobile è diventata totalmente detraibile a condizione che il bene sia utilizzato interamente per l'attività d'impresa e di lavoro autonomo.

In particolare, con la nuova disciplina, la detrazione per i telefoni cellulari e per i servizi di telefonia mobile è consentita secondo i criteri ordinari previsti dall'art. 19 del D.P.R. n. 633/1972, ovvero in funzione dell'utilizzo del bene o servizio acquistato dell'esercizio d'impresa, arte o professione. Pertanto, la detrazione varia a secondo del caso in cui il contribuente:

  1. è in grado di dimostrare l'inerenza totale di tutte le spese di telefonia mobile riferibili all'attività d'impresa, potrà detrarre nella misura del 100%, l'IVA assolta sulle fatture;
  2. non è in grado di quantificare l'inerenza totale di tutte le spese di telefonia mobile riferibili all'attività d'impresa (perciò vi sono spese sia per uso aziendale e che per uso personale) può detrarre l'IVA nella misura del 50%.

Cessione di telefoni cellulari

Con la decisione di esecuzione del Consiglio europeo n. 2010/710/UE del 22 novembre 2010, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea del 25 novembre 2010, l'Italia è stata autorizzata, in deroga al principio di carattere generale secondo cui debitore d'imposta nei confronti dell'Erario, ai fini Iva, è il soggetto che effettua la cessione di beni o la prestazione di servizi, a designare, quale debitore dell'Iva, il soggetto passivo destinatario della cessione dei seguenti beni:

a) telefoni cellulari, concepiti come dispositivi fabbricati o adattati per essere connessi a una rete munita di licenza e funzionanti a frequenze specifiche, con o senza altro utilizzo;

b) dispositivi a circuito integrato quali microprocessori e unità centrali di elaborazione prima della loro installazione in prodotti destinati al consumatore finale.

In sostanza i cedenti dei beni sopracitati (telefoni cellulari) in argomento sono tenuti a emettere fattura senza addebito d'imposta (applicazione del "reverse charge" o "inversione contabile"), con l'osservanza delle disposizioni di cui agli articoli 21 e seguenti del Dpr n. 633/1972 e con l'indicazione della norma che prevede l'applicazione del reverse charge - articolo 17, comma 6, lettera c). Il committente dovrà, poi, integrare la fattura con l'indicazione dell'aliquota e della relativa imposta e annotarla nel registro delle fatture emesse o in quello dei corrispettivi (articoli 23 e 24, del Dpr 633/1972), entro il mese di ricevimento ovvero anche successivamente, ma comunque entro quindici giorni dal ricevimento e con riferimento al relativo mese. Il documento contabile, ai fini della detrazione, è annotato anche nel registro degli acquisti di cui all'articolo 25 del Dpr 633/1972. Il reverse charge si rende applicabile alle cessioni effettuate a partire dal 1° aprile 2011.

L’obbligo di applicazione del "reverse charge" o "inversione contabile", ai sensi dell’articolo 17, comma 6, del Dpr 633/1972, trova applicazione per le sole cessioni dei beni effettuate nella fase distributiva che precede il commercio al dettaglio. Sono escluse dall'obbligo di inversione contabile le cessioni di telefoni cellulari e dispositivi a circuito integrato effettuate:

  • dai commercianti al minuto autorizzati in locali aperti al pubblico, in spacci interni, mediante apparecchi di distribuzione, per corrispondenza, a domicilio o in forma ambulante (articolo 22, Dpr 633/1972). Ciò in quanto, in tali ipotesi, le cessioni dei beni in argomento sono, di regola, effettuate direttamente a cessionari - utilizzatori finali dei beni, ancorché soggetti passivi Iva.
  • dai soggetti diversi da quelli di cui all'articolo 22 del Dpr 633/72 che, tuttavia, effettuano (in favore di cessionari - utilizzatori finali) cessioni di telefoni cellulari in via accessoria alla fornitura principale del cosiddetto "traffico telefonico".

In caso di violazione degli obblighi connessi al meccanismo del reverse charge si applica la disciplina sanzionatoria di cui al comma 9-bis dell'articolo 6 del Dlgs 471/1997. Tale disposizione prevede l'irrogazione di una sanzione amministrativa compresa tra il 100% e il 200% dell'imposta, con un minimo di 258 euro a carico del cessionario che, nell'esercizio di imprese, arti o professioni, non assolve l'imposta - mediante il meccanismo dell'inversione contabile - relativa all'acquisto dei beni in argomento (Circolare Agenzia delle Entrate n. 12 del 19-02-2008 punti 10.1, 10.2 e 10.3).

Cessione di telefoni cellulari (usati)

Ai fini IVA nella successiva cessione di telefoni cellulari, già utilizzati dal primo acquirente finale, la base imponibile è ridotta alla metà qualora la detrazione dell'IVA relativa all'acquisto sia stata operata al 50%. A tal fine non si applica la disposizione di cui all'art. 10 n. 27 quinquies del D.P.R. 633/1972 che prevede l'esenzione (e non l'esclusione) IVA per le cessioni di beni acquistati senza il diritto alla detrazione totale dell'imposta prevista dalla legge (iva indetraibile), in quanto per i telefonini cellulari l'indetraibilità IVA all'acquisto è soltanto parziale (50%), perciò l'importo non assoggettato ad IVA (50%) è fuori campo IVA ai sensi dell'art. 13, c. 3 del D.P.R. 633/1972.

Tassa sulle concessioni governative

L'Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 9 del 18 gennaio 2012, ribadisce la non abolizione della tassa sulle concessioni governative per l'utilizzo della telefonia mobile. Tale chiarimento arriva a seguito di un'istanza di un ente con personalità giuridica pubblica che ritiene non più dovuta la tassa, in seguito all’abrogazione dell’articolo 318 del Dpr 156/1973, avvenuta grazie a un’altra disposizione legislativa, l’articolo 218 del Dlgs 259/2003, il Codice delle comunicazioni elettroniche.

Ricariche cellulari – deducibilità

Nella risoluzione 17 maggio 2007, n. 104/E è stato evidenziato i suddetti limiti fiscali operano sia per la telefonia fissa che per quella mobile, sempre che utilizzata nell'ambito della attività professionale o artistica, nonché per i beni (materiali ed immateriali, ivi compreso il software) utilizzati per la connessione telefonica operata nell'ambito dell'attività artistica o professionale, limitatamente a quelli indispensabili per il collegamento alle suddette linee telefoniche.

Stante il tenore della norma, devono essere ricondotte nell'ambito delle spese deducibili anche quelle sostenute per l'acquisto delle ricariche telefoniche ovvero delle schede prepagate trattandosi di costi relativi all'impiego dei servizi telefonici.

Resta inteso che, ai fini del riconoscimento della deducibilità dal reddito di lavoro autonomo, i predetti costi siano connotati dei requisiti della inerenza (all'attività professionale o artistica svolta) e della tracciabilità della spesa (che sia stata effettivamente sostenuta dal contribuente e che siano note le modalità di pagamento utilizzate).

Riferimenti normativi:

  • Art. 75 DPR 917/1982;
  • Comma 9 articolo 102 D.P.R. 917/1986 (Tuir);
  • Comma 3-bis articolo 54 D.P.R. 917/1986 (Tuir);
  • Legge 27 dicembre 2006, n° 296 – Legge finanziaria 2007;
  • Risoluzione Agenzia delle Entrate n° 104 del 17-05-2007.
  • Circolare Agenzia delle Entrate n° 12 del 19-02-2008;
  • Circolare Agenzia delle Entrare n° 47 del 18-06-2008;
  • Risoluzione Agenzia delle Entrate n° 9 del 18-01-2012;

 

 

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